Il sapore della sicurezza: i nostri acciai rigidizzati sono M.O.C.A.!

Il sapore della sicurezza: i nostri acciai rigidizzati sono M.O.C.A.!

È ufficiale: i nostri acciai inox rigidizzati sono a tutti gli effetti M.O.C.A.!!
Ci siamo presi la responsabilità della sicurezza sanitaria dei nostri acciai e li abbiamo sottoposti ai test previsti dalla normativa italiana per accertarci che fossero Materiali e Oggetti destinati all’uso a Contatto con gli Alimenti, ovvero tutti quegli articoli – dalle materie prime ai prodotti finiti – che possono essere utilizzati nel settore alimentare perché non contaminano in alcun modo il cibo che arriva sulla tavola dei consumatori.
I nostri acciai inox rigidizzati hanno superato brillantemente le prove e sono, quindi, a tutti gli effetti M.O.C.A.

L’acciaio inox rigidizzato 2WL, le lamiere bugnate 5WL e 6WL, il design unico degli acciai inox 7GM®, la bugna tonda 15DP, ma anche gli acciai rigidizzati 9EH (inox pelle di elefante) e 10WG (effetto legno), la lamiera bugnata 13SD e quella CAMBRIDGE, perfino i fogli mandorlati TREADTEX®: sono tutti idonei per l’uso a contatto con gli alimenti e vengono forniti con tutta la documentazione necessaria ad attestarne il valore aggiunto.

Secondo le leggi in vigore sul territorio nazionale (D.M. 21.3.1973 e successivi aggiornamenti), infatti, un materiale è idoneo quando soddisfa due requisiti:
– deve essere presente nella “lista positiva”, ovvero tra materiali ammessi;
– deve superare dei test eseguiti da laboratori accreditati, che garantiscano che non ci sia trasferimento di microcomponenti, dopo ogni anello della catena produttiva.
Non basta, quindi, scegliere uno specifico grado AISI di acciaio inox presente nella lista positiva, ma bisogna sottoporre periodicamente l’articolo a delle prove di cessione. Simulando i contesti di utilizzo, si va a verificare che i campioni non rilascino prodotti pericolosi per la salute.
L’appartenenza alla lista positiva è attestata dal certificato di acciaieria 3.1, mentre il superamento dei test è provato dalla Dichiarazione di conformità M.O.C.A., avvalorata dalle prove di laboratorio.
Il concetto fondamentale alla base della legislazione vigente e il suo scopo finale sono quelli di creare una catena di sicurezza: se ogni soggetto lungo la filiera opera nel rispetto delle leggi, e pretende che chi lo precede faccia altrettanto, si arriverà a portare sulle tavole solo prodotti sicuri.


La qualità del nostro cibo è divenuto un tema caldo per le nostre società, purtroppo per ragioni di cui non ci può rallegrare: tra pesticidi, antibiotici e surrogati, la cronaca ha fatto salire il livello di allerta nei confronti di ciò che mettiamo nei nostri piatti, e quindi, nei nostri corpi.
Accanto, però, a quelli che sono interventi di “avvelenamento” diretto degli alimenti, esiste anche un livello di inquinamento alimentare indiretto, causato dal contatto con materiali pericolosi.
Non è certo una cosa nuova, ma oggi ha connotati molto diversi. Se i nostri bisnonni si preoccupavano del rischio rappresentato dal verde rame, che si formava nei pentoloni in cui preparavano la polenta, oggi si è passati a contaminazioni alimentari più subdole.

La ricerca ha portato negli anni prove di come nei nostri cibi si possano trovare componenti invisibili rilasciati dai contenitori, dalle posate, dal pentolame, ma anche dai macchinari con cui il cibo viene preparato. La continua assunzione di questi microcomponenti crea depositi nel nostro organismo che possono causare vere e proprie intossicazioni.
A livello europeo è cresciuto enormemente il senso di responsabilità nei confronti della salute dei cittadini e crediamo sia una cosa positiva: la tecnologia deve facilitare la vita, non avvelenarla!
Sotto l’occhio preoccupato dei legislatori sono, quindi, finiti tanto le impastatrici e le confezionatrici industriali, quanto la nonna papera e gli elettrodomestici, ma anche le materie prime con cui questi vengono costruiti.

Nel nostro caso, per esempio, se l’acciaio con cui vengono prodotte le parti delle raviolatrici o delle pesatrici multi-testa è idoneo al contatto con gli alimenti, il cibo non rischierà di subire contaminazione né nella fase di produzione, né prima di essere confezionato e spedito sugli scaffali del supermercato. Se verrà usato sempre un materiale sicuro per realizzare pentole, padelle e utensili il contagio non potrà avvenire nemmeno al momento del servizio a tavola.

Che sapore ha, quindi, la sicurezza?
Quello dei tortelli della nonna e dei vostri sughi preferiti, che accompagnano i ricordi delle domeniche in famiglia. Ha il gusto di un pomeriggio d’inverno passato sotto il calore di una coperta, gustando calda cioccolata e sgranocchiando biscotti. Ha la freschezza dell’insalata appena colta e dei pomodori tagliati, che colorano i pranzi dell’estate.
Ha il sapore del buon cibo, che può essere sano e gustoso anche se non è stato fatto in casa, ma viene dagli scaffali del supermercato.
Il sapore della sicurezza è il piacere di mangiare i vostri piatti preferiti … senza controindicazioni, indipendentemente da chi li ha preparati per voi. Scoprilo con noi!

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